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Serata in grigio: quando interessi pubblici e privati si confondono

    La “Serata in Bianco” organizzata a Muggiò è stata sicuramente un momento conviviale per i partecipanti e i commercianti. Allo stesso tempo, l’iniziativa offre lo spunto per una riflessione più ampia: quale sia il confine corretto tra la comunicazione istituzionale e quella privata.

    A fare discutere non è la scelta del Sindaco di acquistare – tramite la propria azienda – di uno spazio pubblicitario su un giornale locale proprio nelle pagine in cui ampio spazio era dedicato alla pubblicazione delle foto dell’iniziativa del Comune. Una scelta lecita, ma che crea una potenziale sovrapposizione di ruoli.

    Si solleva una questione etica tutt’altro che secondaria: è opportuno accostare un’iniziativa pubblica a una privata se esse possono essere riconducibili allo stesso soggetto? Non diventa più sfocato il confine tra un messaggio commerciale e la propaganda politica?

    Ricoprire cariche pubbliche impone trasparenza, distinzione dei ruoli e rispetto delle forme, anche nella comunicazione. Anche per eventi leggeri, la coerenza resta fondamentale. Non basta affermare che “non c’è nulla di illecito”: serve chiedersi se sia giusto nei confronti dei cittadini, se sia opportuno, e se sia coerente con lo spirito del servizio pubblico. Non si tratta di ipotizzare violazioni, ma di valorizzare trasparenza e sobrietà come criteri guida anche nella comunicazione.

    In un tempo in cui la fiducia nelle istituzioni è fragile, minata spesso da commistioni opache tra interessi personali e funzione pubblica, la distinzione tra i diversi ruoli non è solo un adempimento formale: è un elemento di coerenza e credibilità. Promuovere eventi è legittimo e positivo, ma forse sarebbe opportuno farlo con modalità che non lascino spazio a equivoci.

    Nota: questo articolo è stato aggiornato (in data 23 settembre 2025), dopo le segnalazioni di alcuni lettori, al fine di migliorare la chiarezza del tema discusso. Ci scusiamo per eventuali incomprensioni.

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