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ANPI al Sindaco su Ramelli: basta nostalgie divisive, valorizziamo la memoria di Muggiò

    Riportiamo di seguito la lettera che il Direttivo di ANPI Muggiò – sezione Michele Robecchi – ha inviato al Sindaco di Muggiò, in seguito all’approvazione in Consiglio comunale di una mozione presentata dal centrodestra per intitolare una via a Sergio Ramelli.


    Alla c.a. Sindaco di Muggiò, Michele Messina

    Il 15 luglio 2025 si è votata, e approvata, una mozione di maggioranza per intitolare una via o una targa a Sergio Ramelli nella città di Muggiò. ANPI Muggiò viene a conoscenza di questa iniziativa ed esprime forti perplessità e profondo sconcerto per la strada intrapresa e per le future conseguenze.

    Da anni la figura di Sergio Ramelli è stata utilizzata e strumentalizzata da gruppi eversivi di estrema destra per commemorare – calpestando la Costituzione antifascista – i loro “camerati” schieratisi dalla parte sbagliata della Storia.

    Cosa avverrà un domani? Correremo il rischio di manifestazioni e parate a “braccia tese” (non le citiamo casualmente, essendo purtroppo in costante aumento) magari in una futura via Ramelli adiacente alla via Michele Robecchi (partigiano), o alla via XXV Aprile (giorno della Liberazione dal nazifascismo), o ancora a via Figini (il Sindaco della Liberazione), o via Alfonso Casati (medaglia d’oro al valor militare nella Liberazione), o via Buozzi (sindacalista ucciso nelle Fosse Ardeatine dai nazisti), o ancora in Piazza Don Minzoni (ucciso dai fascisti nel 1923) o Piazza Matteotti (ucciso dai fascisti nel 1924), o Piazza Gramsci (arrestato dai fascisti e mai liberato)?

    Se l’intento è diffondere un sentimento di rispetto e di pacifica convivenza riteniamo si stia completamente sbagliando il metodo.

    Sindaco, non strumentalizzi la figura di un ragazzino, militante di destra e ucciso nel ’75, per accontentare una parte politica che La sostiene.

    Muggiò non merita questa strumentalizzazione divisiva e ambigua. Muggiò è stata teatro di episodi di violenza feroce come anche di riscatto e lotta per la libertà, l’uguaglianza, la dignità. Ci riferiamo ai tanti episodi vissuti nel corso della guerra di Liberazione dal nazifascismo, di cui commemoriamo proprio quest’anno l’80mo anniversario.

    Se davvero si intende costruire un terreno di confronto libero dalle violenze e dai soprusi, allora chiamiamo assieme in aiuto la nostra storia locale, le nostre vicende, i volti e i nomi che hanno reso la città e l’intero Paese libero e democratico. Liberiamo il campo dalla crescente nostalgia fascista che come un cancro divora costantemente troppe realtà associative e politiche.

    Abbiamo alcune strategie che possono aiutare in questo percorso, noi non intendiamo sottrarci alla discussione né ignorarne il contenuto.

    Si parta da una esplicita dichiarazione di adesione ai valori antifascisti della nostra Costituzione, in ogni sede, in ogni contesto pubblico.

    Si ritiri formalmente – come obbligo morale e storico – la cittadinanza onoraria concessa nel 1924 dalla città di Muggiò (come tutti i Comuni italiani di allora) al dittatore Benito Mussolini.

    Si apra una discussione aperta con forze politiche e associative, e una riflessione storica con la cittadinanza che contestualizzi le violenze e le vicende avvenute negli Anni di piombo e le conseguenze sulla storia contemporanea.

    Si ripristini la targa, da decenni rimossa, che commemora e ricorda la strage di civili inermi (tre in tutto, una donna, Merati Luigia e due ragazzini, Brambilla Tarcisio e Carozzi Luigi) avvenuta il 26 aprile 1945 per mano dei nazisti in fuga dal Nord Italia.

    Questa ultima proposta risponde esattamente a quanto esplicitato dalla mozione di maggioranza: una targa, già esistita ma ormai rimossa fisicamente e depositata chissà dove, che ricorda un episodio cittadino di violenza avvenuta per mano politica, ideologica, avvenuta per mano di un esercito nazista che occupò il Paese e deportò decine di concittadini. Una targa che possa essere un monito alle future generazioni: “è avvenuto, quindi può accadere di nuovo” (Primo Levi).

    Invitiamo il Sindaco, la Giunta e il Consiglio comunale a rivedere la posizione presa e ad affrontare concretamente il tema in maniera meno ideologica e più vicina alla storia della nostra città e ai valori costituzionali, a partire dalle proposte sopra esposte.

    Se questo non avverrà saremo costretti ad opporci in ogni sede contro tale decisione ideologica approvata dalla maggioranza consiliare.

    IL DIRETTIVO ANPI MUGGIÒ
    sezione Michele Robecchi

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