Cari concittadini,
c’era una volta agosto, il mese in cui Muggiò – come tante altre città italiane – si fermava. Le serrande abbassate, le strade più silenziose, i ritmi rallentati, le ferie come diritto e abitudine diffusa.
Erano bei tempi? Forse sì, forse no. Oggi, più che mai, ogni risposta è personale, sfumata, soggettiva.
Nel 2025 ci avviciniamo a questo mese con sentimenti sempre più contrastanti. Da una parte chi riesce ancora a staccare, a concedersi un viaggio, un momento di riposo. Dall’altra, chi resta, chi fatica, chi non può permettersi nemmeno una pausa. E intorno a tutto questo, si muovono le disuguaglianze, il benessere differenziato, la rabbia sommersa, ma anche la solidarietà e la buona volontà di molti.
Viviamo tempi in cui, come il clima, anche i fenomeni sociali si estremizzano. Tutto appare più teso, più rapido, più polarizzato. E allora – per chi può – ricaricare le energie diventa non solo un augurio, ma una necessità. Una forma di resistenza, forse. Sicuramente, un atto di cura verso sé stessi e verso la comunità.
È questo il nostro augurio, semplice ma sincero: che possiate trovare un momento per respirare, pensare, vivere, prima che la corsa riprenda.
Perché, come ogni buona gazzella africana, a settembre dovremo di nuovo alzarci. E ricominciare a correre.
La redazione sarà sempre lieta di accogliere le vostre segnalazioni, commenti e sputi scrivendo all’indirizzo email muggio@inunfoglio.it
Buona estate da tutta Muggiò in un Foglio.
Ci rivediamo presto, con mente lucida e piedi agili.
Articoli di questa edizione:
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