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Muggiò a metà mandato: tasse, conti e promesse

    Siamo ormai a metà del mandato della Giunta Messina. Torniamo quindi al programma elettorale con cui il centrodestra si è presentato nel 2024. Il mese scorso, abbiamo fatto un bilancio delle promesse su pulizia, verde pubblico, viabilità e manutenzioni. Questa volta ci concentriamo su tasse, risorse comunali, opere pubbliche e commercio. Perché un’amministrazione si misura dalle priorità, ma anche da ciò che riesce a realizzare.

    Meno tasse, ma servizi più cari?

    Abbassare le tasse è stata la bandiera di Messina fin dall’apertura della campagna elettorale. Nell’introduzione al programma del 2024 scrivevano:

    «Uno dei provvedimenti del […] centrodestra sarà, da subito, la diminuzione delle tasse locali»

    C’è stato questo taglio? Sì, almeno per alcuni. Nel 2026 la soglia di esenzione dall’addizionale IRPEF è passata da 15mila a 18mila euro. Così 967 persone hanno risparmiato fino a 144 euro all’anno ciascuna. Una scelta positiva, ma non è il taglio delle tasse per tutti sbandierato.

    Intanto, nel 2025 la mensa scolastica è aumentata di 1 euro a pasto, le famiglie pagano circa 200 euro all’anno in più per ogni figlio. E per il 2027 hanno anche prospettato un possibile aumento della TARI.

    Non si toccano le tasse, ma si alzano le tariffe dei servizi. Ciò che esce dalla porta rientra dalla finestra.

    Come vengono spesi i soldi del Comune?

    Far quadrare i conti e amministrare con attenzione le risorse dei muggioresi è una delle responsabilità principali del Comune. Nel programma del 2024 il centrodestra scriveva:

    «[…] una politica della spesa […] che dovrà necessariamente essere secondo principi di prudenza senza penalizzare i servizi esistenti.»

    A luglio sono serviti quasi 215.000 euro dai risparmi comunali per riportare in equilibrio i conti. Non significa che il Comune sia in dissesto, ma il suo “tesoretto” si riduce. Come saranno garantiti i servizi negli anni a venire?

    Intanto, grandi somme sono state destinate all’acquisto dell’ex Mariani e alla trasformazione del piazzale del mercato.

    L’acquisto dell’ex pasticceria è stata un’occasione da cogliere, ma è già costato quasi 760.000 euro. Tra manutenzioni, adeguamenti e conservazione del patrimonio storico-artistico, la cifra potrebbe lievitare parecchio. Serve quindi un progetto per recuperare e valorizzare l’intero complesso Isimbardi-Brusa, magari mantenendo il bar.

    Più controverso il progetto su viale delle Rimembranze. Sarebbe bastato ripensare gli stalli del mercato, invece hanno scelto un investimento da 660mila euro. Abbiamo già raccontato le criticità su viabilità e sicurezza, sollevate anche dal comandante della Polizia locale. Quali benefici concreti porterà alla città? Era davvero questa la priorità su cui investire risorse sempre più limitate?

    Dalle promesse ai cantieri

    «Sarà nostro compito garantire la manutenzione regolare di tutti gli edifici pubblici, con particolare attenzione alla sicurezza ed al decoro»

    Era l’impegno del punto 2 del programma. A metà mandato, però, faticano a emergere interventi o progetti. Le inaugurazioni riguardano opere ereditate dalla Giunta precedente, come l’area sportiva nel Bosco in Città o lo spazio DesTEENazione.

    Sono previsti interventi nelle scuole Anna Frank, Ada Negri e Salvo D’Acquisto, oltre ai lavori alla Collodi, i cui costi sono arrivati a circa due milioni di euro. Interventi doverosi, che speriamo vengano realizzati presto.

    Il Centro Sportivo Superga, annunciato come un grande progetto di riqualificazione, è stato poi ridimensionato dimezzando l’impegno fino agli attuali 1,07 milioni. Quali nuovi progetti vedremo davvero completati?

    Sostegno ai commercianti: incontri e feste bastano?

    «Tramite incontri periodici con i commercianti dei diversi quartieri per comprendere criticità, esigenze e proposte»

    «Realizzazione di eventi in collaborazione con i commercianti di tutto il territorio»

    Erano due degli impegni del punto 7 del programma. Incontri e manifestazioni ci sono stati, ma le serrande continuano ad abbassarsi. Secondo i dati forniti dal Comune a ottobre, nel 2026 si contano 3 aperture effettive e 11 chiusure di negozi di vicinato.

    La crisi del commercio ha cause ben più grandi di un Comune, tra costi crescenti e nuove abitudini di acquisto. Ma quali iniziative concrete sono state messe in campo per aiutare i negozi a restare aperti?

    Le feste possono animare la città per un giorno, ma i negozi devono vivere tutto l’anno.

    Il bilancio di metà mandato continua

    A metà mandato non tutto può essere completato, ma possiamo dirci soddisfatti dei risultati finora raggiunti? Restano ancora altri temi e impegni del programma da esaminare, che affronteremo nella terza parte di questo bilancio.

    Le promesse elettorali sono un impegno con Muggiò. Continueremo a confrontarle con i fatti.

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