Una casella email del Comune violata, centinaia di messaggi fraudolenti e il rischio che documenti personali e informazioni bancarie siano finiti nelle mani sbagliate. È quanto accaduto a Muggiò il 28 settembre scorso, quando un attacco informatico ha coinvolto l’Ufficio Tributi comunale.
L’episodio ha sollevato interrogativi sulla sicurezza dei dati dei cittadini, ma offre anche l’occasione per riflettere su un tema sempre più importante. Quanto sono sicuri i sistemi informatici delle nostre istituzioni?
Cosa è successo all’Ufficio Tributi
Il 28 settembre un soggetto non autorizzato è riuscito ad accedere a una casella email istituzionale dell’Ufficio Tributi di Muggiò, utilizzandola per inviare falsi avvisi di pagamento. I messaggi riportavano il logo comunale e invitavano i destinatari a cliccare su un collegamento.
Non erano quindi semplici email che imitavano quelle del Comune, ma comunicazioni provenienti da un vero indirizzo istituzionale compromesso. Un tentativo di phishing, la tecnica con cui i criminali informatici cercano di ingannare le persone per ottenere informazioni riservate o denaro.
Il Comune ha pubblicato un primo avviso il giorno stesso, invitando a non aprire i collegamenti sospetti. Il 20 ottobre è arrivata una comunicazione più dettagliata, dalla quale è emerso che l’attacco aveva potenzialmente esposto anche il contenuto della casella, comprese comunicazioni risalenti al 2020 e documenti con dati personali, fiscali e bancari.
Non è possibile stabilire quali informazioni siano state effettivamente consultate o sottratte, ma il Comune ha considerato potenzialmente esposto tutto il contenuto della casella.
Grazie anche a un’interrogazione del centrosinistra nel Consiglio comunale del 22 ottobre, è stato possibile ricostruire meglio la portata dell’incidente e le azioni intraprese.
Secondo quanto riferito dall’Amministrazione, sono stati individuati 901 indirizzi email destinatari dei messaggi fraudolenti, ai quali il Comune ha inviato comunicazioni di avvertimento. Tre destinatari avevano risposto alle email sospette, ma al momento del Consiglio non risultavano danni accertati.
Il Comune ha inoltre dichiarato di aver bloccato l’accesso compromesso, notificato l’incidente al Garante per la privacy entro le 72 ore previste dalla normativa, presentato denuncia alla Polizia postale e avviato verifiche tecniche con il supporto di esperti. Al 22 ottobre gli accertamenti erano ancora in corso, anche per individuare tutte le persone potenzialmente coinvolte.

Cosa fare se si è coinvolti
Il Comune ha pubblicato sul proprio sito alcune indicazioni per cittadini, imprese e professionisti.
Chi ha ricevuto una delle email sospette senza aprire collegamenti può eliminarla. Chi invece ha inserito una password dovrebbe cambiarla immediatamente, anche sugli altri servizi in cui utilizza la stessa credenziale. Se sono stati forniti dati bancari o effettuati pagamenti, è importante contattare subito la propria banca e le forze dell’ordine.
Occorre prestare attenzione anche se non si è ricevuta alcuna email fraudolenta. Chi ha scambiato documenti con l’Ufficio Tributi negli ultimi anni potrebbe avere informazioni personali potenzialmente esposte. È quindi consigliabile controllare eventuali movimenti bancari insoliti e diffidare di richieste sospette.
Un’indicazione importante riguarda i pagamenti. L’Ufficio Tributi non invia email con collegamenti su cui cliccare per pagare. In caso di dubbio, è sempre meglio contattare direttamente gli uffici comunali.
La sicurezza informatica è una responsabilità pubblica
Quello di Muggiò non è un episodio isolato. A settembre, utilizzando una casella di posta elettronica certificata (PEC) compromessa della Prefettura di Reggio Calabria, alcuni criminali informatici sono riusciti a ottenere da Revolut i dati di 680 clienti. A ottobre, invece, un attacco informatico in Francia ha colpito i sistemi di refrigerazione di centinaia di supermercati, alterandone le temperature e causando lo spreco di grandi quantità di alimenti.
Episodi molto diversi, che dimostrano quanto una vulnerabilità digitale possa mettere a rischio non soltanto informazioni personali, ma anche risorse economiche e servizi essenziali.
La digitalizzazione ha semplificato molti aspetti della nostra vita, compreso il rapporto con le istituzioni. Allo stesso tempo, però, ha aumentato la quantità di dati che le amministrazioni pubbliche devono proteggere. La sicurezza informatica non può quindi essere considerata un semplice problema tecnico, ma una responsabilità verso i cittadini.
Nel caso di Muggiò, l’Amministrazione ha illustrato le azioni intraprese per gestire l’incidente. È importante, ma altrettanto importante è lavorare sulla prevenzione, attraverso sistemi aggiornati, controlli sugli accessi, formazione del personale e verifiche periodiche.
Restano quindi alcune domande a cui sarà necessario dare risposta. Che cosa ha permesso l’accesso abusivo? Quali misure verranno adottate per evitare che accada di nuovo? E come saranno informati i cittadini sui risultati delle verifiche?
La sicurezza informatica deve diventare una priorità stabile anche per il Comune di Muggiò, non soltanto un’emergenza da affrontare quando qualcosa va storto. Perché proteggere i dati dei cittadini significa anche proteggere la loro fiducia nelle istituzioni.
La nostra redazione è aperta al contributo di tutti i cittadini. Se vuoi fare una segnalazione o scrivere la tua idea mandaci una mail a muggio@inunfoglio.it
