Questa estate stiamo vivendo sulla nostra pelle le conseguenze di manifestazioni climatiche sempre più estreme. Un “impazzimento climatico”. Non si tratta solo di meteo o di singoli consumi quotidiani, ma di un problema strutturale profondo: il sovrasfruttamento delle risorse della Terra.
Ogni anno consumiamo, spesso bruciando con enorme produzione di CO2, molto più di quanto la biocapacità del pianeta riesca a rigenerare. Di fronte a questa realtà, mentre da una parte prevalgono spesso posizioni negazioniste o di comodo ritardo politico/economico, i numeri globali parlano chiaro: moltiplicando i nostri stili di vita per 8,3 miliardi di persone, il disastro futuro è già tracciato se non impariamo a rispettare i limiti fisici del pianeta con azioni concrete a tutti i livelli.
Ma c’è un altro “impazzimento” che corre parallelo e riguarda da vicino la nostra comunità: la crisi del senso del limite sul piano morale e civile. Muggiò, in questo, si fa purtroppo specchio delle fragilità dell’intero Paese. Le cronache recenti sono impietose e mettono a nudo tre casi emblematici accomunati dalla violazione delle regole della convivenza civica:
- La responsabilità pubblica: le dimissioni dell’assessore per irregolarità legate a un’attività commerciale. Dove sono finiti l’esempio, la trasparenza e il limite etico che chi amministra dovrebbe garantire?
- La tutela dei più fragili: la vicenda dell’asilo nido, dove la responsabilità verso bimbi piccolissimi è stata calpestata. Cosa scatta nell’animo di chi agisce così? E perché il silenzio di chi sapeva si è trasformato in complicità di fronte al rispetto dovuto alla vita e al nostro futuro?
- L’onestà nel lavoro: il caso della pasticceria/panificio. Quando il guadagno ottenuto dal lavoro onesto smette di bastare, sostituito dalla scorciatoia e dall’irregolarità?
Il filo rosso che lega la crisi ambientale e la crisi sociale di Muggiò è lo stesso, l’evaporazione del senso della misura e del rispetto delle regole, civili ed educative.
Di fronte a tutto questo, le domande che dobbiamo porci non sono solo nostalgica, ma operative: come possiamo riprendere il filo della responsabilità e ripristinare il patto civico nella nostra città? Come contribuire a invertire / mitigare il degrado climatico ?
Ognuno di questi punti merita una riflessione profonda da parte di tutti noi. A settembre non perdiamo la memoria, facciamo in modo che questa consapevolezza si trasformi in impegno e lavoro concreto per la comunità.
La nostra redazione è aperta al contributo di tutti i cittadini. Se vuoi fare una segnalazione o scrivere la tua idea mandaci una mail a muggio@inunfoglio.it
