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Le cose non dette

    di Gabriele Muccino

    Ritroviamo qui tutti i topos della regia ansiogena, la recitazione concitata, le litigate furiose, l’infantilismo maschile dei film di Gabriele Muccino, già presenti in L’ultimo bacio.


    Questo film, tratto dal libro “Siracusa” di Delia Ephron, fornisce un ritratto tragicomico di una generazione perduta e in particolare di maschi che hanno smarrito la propria direzione.


    L’inserimento delle figure di Blu e Vittoria serve poi a costruire la sottotrama più interessante del film, ovvero il tradimento, molto più profondo e letale di qualsiasi scappatella, perpetrato dalla generazione dei cinquantenni (o giù di lì) nei confronti tanto dei ventenni (studenti e precari) incarnati da Blu, tanto di quella dei preadolescenti incarnata da Vittoria.


    In questo gioco delle maschere Stefano Accorsi è un maschio alfa ossessionato dal fitness e frustrato nelle ambizioni di “maitre à penser” e Claudio Santamaria un maschio beta costantemente svilito dalle femmine di casa.


    Entrambi si muovono come burattini senza fili in un mondo in cui la loro virilità è messa sotto scacco come in un labirinto del quale non trovano l’uscita.

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