Il caso delle mense scolastiche a Muggiò resta aperto: l’aumento delle tariffe mensa e il questionario dei genitori riportano al centro costi, qualità e aiuti mancati.
Siamo a metà dell’anno scolastico e molte famiglie di Muggiò continuano a fare i conti con un aumento che pesa sul bilancio domestico. Da settembre, il costo della mensa scolastica è salito di 1 euro a pasto al giorno, con una spesa aggiuntiva che può arrivare fino a circa 200 euro in più all’anno per ogni figlio.
Un aumento deciso dall’amministrazione di centrodestra che continua a suscitare domande e preoccupazioni, soprattutto perché, a oggi, non si vedono ancora gli aiuti alle famiglie annunciati nei mesi scorsi.
Per questo, nelle scorse settimane, abbiamo promosso un questionario rivolto ai genitori: uno strumento semplice ma utile per ascoltare chi vive ogni giorno il servizio mensa, raccogliere opinioni sulle tariffe, valutare la qualità del servizio e capire quali miglioramenti siano considerati prioritari.
Un questionario per ascoltare i genitori
Tra coloro che hanno risposto, il 90% risiede a Muggiò, mentre il restante 10% vive in Comuni vicini, pur avendo almeno un figlio o una figlia che frequenta le scuole della città.
Il quadro che emerge è articolato e merita di essere letto con attenzione. Da un lato, il servizio mensa viene giudicato nel complesso abbastanza stabile. In una valutazione da 1 a 5, il 56% assegna un voto pari o superiore a 3.
Anche rispetto all’andamento nel tempo, una parte significativa delle famiglie ritiene che il servizio non abbia subito grandi cambiamenti: per il 35,5% la qualità è rimasta uguale, per il 6,5% è leggermente migliorata, mentre per il 16% è leggermente peggiorata. Allo stesso tempo, c’è anche un dato che non può essere ignorato: il 29% delle famiglie ritiene che la qualità sia peggiorata.
Si tratta quindi di un servizio che non viene bocciato in blocco, ma rispetto al quale emergono valutazioni diverse e, in molti casi, una richiesta chiara di maggiore attenzione.
Muggiò: tariffe alte rispetto al servizio offerto
Il punto più critico riguarda però il costo. Su questo aspetto, il giudizio dei genitori è netto.
Secondo i dati raccolti, il 22% considera le tariffe leggermente alte, mentre il 74% le giudica troppo alte rispetto a quanto il servizio offre oggi.
È un dato che parla da solo: al di là delle opinioni sulla qualità della mensa, la percezione diffusa è che l’aumento deciso dalla Giunta Messina abbia spostato il peso economico sulle famiglie in modo eccessivo, senza che vi sia stata una risposta adeguata in termini di sostegno o compensazione.
Sull’aumento delle tariffe prevale il dissenso
Il giudizio sull’aumento voluto dalla Giunta Messina è infatti chiaramente negativo: oltre il 65% dei genitori che hanno partecipato al questionario si dichiara contrario.
Accanto alla contrarietà, emerge anche una richiesta precisa, quella di introdurre maggiori agevolazioni, soprattutto per i nuclei con più figli e per le famiglie con redditi più bassi.
Questa non è una proposta nuova. Prima ancora dell’inizio dell’anno scolastico, il centrosinistra aveva avanzato in Consiglio comunale, attraverso una mozione del Partito Democratico, la richiesta di prevedere forme di sostegno più eque in base al reddito e al numero di figli, proprio per evitare che l’aumento colpisse in modo indiscriminato tutte le famiglie. Quella proposta, però, è stata respinta dalla maggioranza di destra.
Promesse rimaste senza risposta
In quei mesi, dall’amministrazione erano arrivate rassicurazioni: era stato detto che il tema delle agevolazioni era all’attenzione della Giunta e che si sarebbe intervenuti il prima possibile.
Oggi, però, siamo ormai a metà anno scolastico e di quei provvedimenti non c’è ancora traccia.
Anzi, durante il Consiglio comunale di dicembre dedicato all’approvazione del bilancio, il Sindaco ha dichiarato di aver sospeso personalmente il progetto delle nuove agevolazioni.
È una scelta politica precisa, che contraddice gli impegni annunciati e lascia le famiglie da sole a sostenere un costo più alto, mese dopo mese.
I dati del questionario non servono ad alimentare polemiche, ma a riportare al centro una questione concreta che riguarda la vita quotidiana di tante famiglie. Da quanto emerge, la richiesta è semplice: più equità, più ascolto e maggiore attenzione verso chi è più in difficoltà.
Per questo riteniamo che l’amministrazione debba riconsiderare questa scelta e riaprire un confronto serio con i genitori, partendo da un principio chiaro: quando si parla di mense scolastiche, non si discute solo di tariffe, ma di un servizio essenziale che deve essere sostenibile per tutti.
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