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Il percorso del “Dopo di Noi” a Muggiò

    Una storia ventennale di visione, impegno e Comunità

    Il 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, è stata inaugurata a Muggiò la casa “Il Mosaico”: uno spazio pensato per sostenere l’autonomia delle persone con disabilità e garantire continuità di vita e di cura, anche oltre la presenza dei genitori.

    L’apertura de “Il Mosaico” completa il percorso del “Dopo di Noi”, un progetto fortemente sostenuto dalle famiglie e portato avanti dal centrosinistra muggiorese fin dal 2004. Un cammino lungo, che ha richiesto tenacia e attraversato passaggi complessi, ma che oggi diventa finalmente realtà.

    Cogliamo, quindi, l’occasione per ricostruire e consegnare a memoria storica della città, il percorso che in questi vent’anni ha trasformato una visione in realtà.

    2004-2009: L’intuizione e le fondamenta del progetto

    Il tema del “Dopo di Noi” entra a Muggiò nel 2004 come grande innovazione sociale, grazie alla visione inserita nel programma di mandato dell’allora Sindaco Carlo Fossati.

    Determinante l’input di Giovanni Riccardi, figura storica della sinistra muggiorese e militante di Rifondazione Comunista, già assessore alle politiche sociali, al bilancio e Vicesindaco, nonché padre di una ragazza disabile: fu lui a comprendere prima di molti la necessità di avviare un percorso strutturato per garantire autonomia e qualità della vita ai ragazzi con disabilità, anche oltre la presenza dei genitori.

    Muggiò, già città sensibile al tema dell’inclusione, confermò così la sua tradizione antesignana. L’Assessorato ai Servizi Sociali, retto da Maria Fiorito, ritenne fin da subito che un progetto così delicato non potesse prescindere dal protagonismo delle famiglie. Per questo si lavorò fin da subito alla nascita dell’associazione dei genitori, che avrebbe rappresentato un interlocutore stabile e competente. Essa nacque nel dicembre 2005 e prese il nome L’Aurora, come segno di una splendida nascita che ogni giorno si rinnova.

    Parallelamente prese forma una proposta ambiziosa: la costituzione di una Fondazione di partecipazione, capace di coinvolgere attivamente enti, Comune, famiglie, Terzo Settore e portatori di interesse, per realizzare una struttura innovativa sia nella progettazione sia nella gestione. La Cooperativa Villoresi credette talmente tanto nel progetto che il Presidente Dino Silva accantonò 250.000 euro come “prima pietra” concreta. Il Comune, dal canto suo, mobilitò la cittadinanza orientando a favore dell’iniziativa il 5 per mille dell’IRPEF: un lavoro culturale e comunitario che consolidò il sostegno diffuso.

    2009-2014: L’idea cambia direzione e si blocca

    Con l’insediamento della successiva amministrazione di centrodestra, guidata dal Sindaco Pietro Zanantoni, l’assessorato alle politiche sociali passa a Michele Messina e la prospettiva muta. La progettualità originaria viene accantonata e l’attenzione si sposta sulla Ravizza, immaginata come un futuro polo sanitario di eccellenza, all’interno del quale collocare anche il Dopo di Noi.

    Si tratta però di un’impostazione molto più “sanitaria” e meno centrata sulla dimensione familiare e comunitaria. Non sorprende quindi che questa direzione non incontrasse l’entusiasmo dell’associazione L’Aurora, che non si riconosceva nel nuovo modello. Il progetto, quindi, si arena.

    2014-2019: La ripartenza e la svolta decisiva

    Cambia ancora amministrazione e il Dopo di Noi torna tra gli obiettivi strategici di mandato. Da subito nasce una squadra coesa formata dalla Sindaca Maria Fiorito, dalle assessore Elisabetta Radaelli e Daniela Tobaldini, in continua sinergia con l’associazione L’Aurora. Sempre in questo periodo, nel 2016, viene approvata su proposta del Governo Renzi la legge 112, che dà una cornice normativa al progetto del Dopo di noi.

    La prima richiesta dei genitori di Muggiò è semplice e pragmatica: sistemare gli spazi centrali della sede staccata del Comune, precedentemente utilizzata dall’Ufficio ecologia (questa sede è stata acquisita in seguito da Multiservizi ed è ora sede di uffici e ambulatori medici). L’Amministrazione accoglie l’istanza e toglie lo stabile dal piano delle alienazioni, preservandolo per finalità sociali.

    Ma il presidente Riccardi non è convinto che quella sia la soluzione migliore. Ed è in questo momento che nasce, quasi per caso, l’idea che cambierà tutto.

    Durante una tombolata alla Faipò, colpita dall’affetto e dalla naturale relazione tra gli anziani e i ragazzi disabili, la Sindaca Fiorito propone a genitori e volontari – alla presenza dei Presidenti Pia Azzetti e Giovanni Riccardi – di utilizzare due appartamenti della cascina Faipò come futuro luogo del Durante e Dopo di Noi. L’idea entusiasma tutti: genitori, associazioni, operatori.

    La Sindaca si reca in Regione per presentare il progetto all’Assessore alla Casa Fabrizio Sala, che si mostra immediatamente disponibile. Da lì parte un complesso lavoro dell’Ufficio patrimonio per ottenere l’autorizzazione allo scorporo degli alloggi di Faipò, accompagnato da un piano di valorizzazione.

    Immagine: Dopo di Noi, Muggiò

    2019-2024: La pandemia e la collaborazione con la Regione

    Nel dicembre 2019, proprio durante la Giornata della Trasparenza, arriva la tanto attesa autorizzazione di Regione Lombardia. Pochi mesi dopo, però, il Covid travolge il mondo e ogni energia amministrativa è assorbita dall’emergenza sanitaria e sociale.

    Appena possibile, ripartono i contatti tra Cooperativa Villoresi, L’Aurora, Sindaca e le Assessore Anna Franzoni e Elisabetta Radaelli. Si lavora al progetto sociale e all’avvio del cantiere, ma nel frattempo scadono i termini regionali e occorre riavviare l’intero iter. Dopo un nuovo confronto con l’Assessore regionale Paolo Franco, arriva la conferma decisiva: la Regione sostiene nuovamente e convintamente il progetto e riconosce l’importanza della soluzione trovata da Muggiò.

    Arriva la fine del mandato della seconda giunta Fiorito con progetto definito, localizzazione scelta, autorizzazioni ottenute, percorsi con famiglie e stakeholder consolidati, linee guida operative pronte per l’avvio dei lavori, che saranno inevitabilmente completati durante l’Amministrazione successiva.

    Immagine: Dopo di Noi, Muggiò

    2025: L’inaugurazione del “Dopo di noi”

    Oggi, con l’inaugurazione, quel percorso arriva a compimento: la casa “Il Mosaico” diventa finalmente una casa aperta e operativa. Uno spazio predisposto per ospitare fino a 4 persone con disabilità e rispondere alle loro esigenze, garantendo autonomia e il supporto di tutti i servizi di cui hanno bisogno.

    Una storia lunga vent’anni che racconta visione politica, coerenza amministrativa, partecipazione delle famiglie e coraggio delle scelte. Se oggi questo progetto è un luogo reale di autonomia e dignità è grazie a un impegno collettivo.

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