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Torna il Consiglio dei più piccoli, ma senza le scuole

    Dopo un anno di pausa, riparte finalmente il Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi (CCRR), anche se sarà diverso da prima. Infatti, l’Amministrazione ha deciso di modificare il regolamento che disciplina questo progetto.

    È un bene che l’attuale Amministrazione abbia deciso di proseguire questa iniziativa, anche se le modifiche che hanno deciso portano cambiamenti strutturali e sostanziali che non sono affatto irrilevanti.

    Tutte le principali modifiche vanno nella direzione di tagliare – o comunque ridurre drasticamente – il legame tra il CCRR e le scuole di Muggiò. Un legame che sottolineava il valore educativo e permetteva di coinvolgere anche chi non fa parte direttamente del Consiglio. Così, ad esempio, i Consiglieri non saranno più rappresentanti delle classi elementari e medie, con una distribuzione equa per ogni plesso scolastico muggiorese, ma semplicemente un gruppo scelto tra i 9 e i 13 anni.

    Foto: CCRR / Prima Monza

    Il cambio sostanziale diventa più evidente leggendo l’articolo 5 del regolamento, relativo all’elezione dei consiglieri. Le elezioni non si terranno più a scuola, con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi a un momento autentico di democrazia e partecipazione, permettendo anche a docenti e insegnanti di valorizzare l’importanza del voto come strumento fondamentale nelle società democratiche.

    Con la nuova impostazione, invece, le elezioni si terranno in un Election day in Comune nel tempo libero.

    Questa scelta rischia non solo di ridurre drasticamente la partecipazione — perché verosimilmente non tutti gli studenti potranno o vorranno recarsi al voto fuori dalla scuola — ma anche di spezzare il legame educativo tra il Consiglio e la scuola, privandolo di quella dimensione di educazione civica che rappresentava il suo vero valore aggiunto.

    Queste modifiche non stravolgono la struttura del CCRR, ma possono rischiare di svuotarne parte del significato più autentico: da strumento di formazione civica e di partecipazione democratica, rischia di diventare un’attività di contorno, meno accessibile e meno coinvolgente. Speriamo che non sia così, speriamo che l’Amministrazione continui a collaborare con le scuole e metta in atto ogni sforzo per coinvolgere le nuove generazioni, valorizzando questa esperienza preziosa per l’intera comunità.

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