La Giunta Messina aumenta le tariffe. Il centrosinistra chiede più agevolazioni e giustizia sociale.
Dal prossimo settembre le famiglie muggioresi dovranno fare i conti con un nuovo salasso: il costo della mensa scolastica salirà da 5 a 6 euro a pasto, pari a un aumento del 20%. Un rincaro che peserà per circa 200 euro in più all’anno per ogni figlio, senza alcun aggiornamento alle soglie ISEE per le agevolazioni.
La decisione era stata presa lo scorso novembre dalla Giunta Messina, con la motivazione ufficiale dell’aumento dei costi del fornitore. Tuttavia, a quasi un anno di distanza, non è stato previsto alcun intervento per tutelare le famiglie, in particolare quelle più colpite dall’inflazione e dall’aumento generale del costo della vita.
A sollevare il caso è stato il Partito Democratico, che durante il Consiglio comunale del 15 luglio ha presentato una mozione per chiedere la revisione urgente delle agevolazioni e delle esenzioni.
“Abbiamo sentito le motivazioni dell’aumento – ha dichiarato la consigliera PD Caterina Cerea – ma la Giunta si è chiesta su chi ricadrà tutto questo? Noi sì”.
La mozione chiedeva di aggiornare il regolamento, fermo da oltre 8 anni, e oggi del tutto scollegato dalla realtà economica delle famiglie. “Con un ISEE sopra i 18.000 euro – ha spiegato Cerea – si paga la retta massima di 6 euro al giorno per ogni figlio. È una soglia troppo bassa e ormai inadeguata. Non si può trattare allo stesso modo chi ha 18.000 euro e chi ne ha 40.000 o più”.
Il capogruppo PD Riccardo Sala ha denunciato l’assenza di sensibilità sociale da parte della maggioranza: “La Giunta ha avuto urgenza di aumentare le tariffe, ma nessuna urgenza nel proteggere le famiglie muggioresi. È evidente che le priorità siano altre. Quasi un anno dopo, ancora nulla è stato fatto per ammortizzare l’impatto del rincaro”.
Nonostante le argomentazioni e la disponibilità del PD a discutere soluzioni concrete, la mozione è stata bocciata dal centrodestra che governa la città. Risultato: dal 1° settembre il costo della mensa aumenterà, e nessuna misura di sostegno sarà attivata.
“Altrove, in Europa, le mense sono gratuite perché considerate un servizio pubblico essenziale – ha concluso sempre Riccardo Sala –. Qui, invece, si trasformano in un peso economico sempre più insostenibile. Una famiglia con due figli spenderà 2.400 euro l’anno. Noi abbiamo proposto una soluzione oggi, loro hanno detto che ci penseranno domani. Intanto a pagare sono sempre le famiglie”.
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