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Aree sport all’aperto, storia di una visione

    Dalle prime aree fitness realizzate nel Comune al progetto per i ragazzi lasciato cadere: cinque anni di iniziative, opportunità e occasioni mancate.

    Sono passati solo cinque anni e forse c’è chi ha già dimenticato. Era l’estate del 2021 e, passato il momento più duro della pandemia, si iniziava a pensare a come rilanciare il sistema sportivo, favorire la ripresa dell’attività fisica e, insieme, promuovere l’inclusione e lo sviluppo sociale.

    L’amministrazione Fiorito decide di partecipare al bando “Sport nei Parchi” di Regione Lombardia: nasce così la prima proposta di area fitness attrezzata all’aperto nel nostro comune. Cogliendo l’occasione, si dà il via in tempi record al progetto, a cui seguono l’approvazione e la realizzazione. Senza inaugurazioni pubbliche o proclami, nel settembre del 2022 l’area fitness di via Parco diventa subito un punto di aggregazione e un punto di riferimento per i ragazzi che si cimentano nel calisthenics e per tutte le persone che desiderano fare ginnastica all’aperto.

    Visto l’eccezionale riscontro dell’iniziativa, il 14 marzo 2023 viene approvata la partecipazione a un secondo bando del Ministero dello Sport per un’ulteriore area fitness nel parco “Bosco in città”, un’area che in seguito sarà riqualificata con l’illuminazione pubblica e videosorvegliata. Il progetto entra in graduatoria e il 7 maggio 2024 arriva la convenzione firmata. Manca un mese alla scadenza dell’amministrazione che l’ha promossa: si lascia così in eredità all’amministrazione vincente alle elezioni di giugno la realizzazione dell’opera e la successiva inaugurazione, che arriverà ben due anni dopo.

    Questa è la ricostruzione di quanto si può vedere e toccare, ma c’è dell’altro.

    La storia prosegue

    Il 28 maggio 2024, a pochi giorni dalla scadenza del mandato, si partecipa a un nuovo bando. Rispondendo ai bisogni di socialità delle giovani generazioni, si identifica l’area del campo di calcio semi-abbandonata tra via Di Vittorio, via De Nicola e via Meda, pensando a un intervento orientato ai ragazzi nella fascia d’età 9-14 anni. Un’area strutturata appositamente per permettere ai bambini e ai ragazzi di imparare giocando, divertendosi e, contestualmente, acquisire e consolidare competenze motorie e cognitive.

    La vicenda questa volta si chiude in modo più triste: il progetto non rientra nella graduatoria tra quelli finanziabili, la nuova amministrazione non si attiva per cercare nuovi finanziamenti e l’idea viene lasciata morire.

    La morale finale è poco edificante: si porta a conclusione, di grazia, solo quanto già avviato. Se a parole si magnifica la sensibilità verso le giovani generazioni, nei fatti non si ascoltano le loro richieste. Non ci meravigliamo: se “il pesce puzza dalla testa”, questo è in perfetta linea con le azioni del nostro governo, caratterizzate da zero prevenzione, inasprimento delle pene e, ora, ampliamento delle carceri minorili.

    Continuare a ignorare i bisogni dei più giovani per pura pigrizia politica o per mancanza di volontà significa rinunciare a fare prevenzione. Una politica che preferisce punire domani piuttosto che educare ed aggregare oggi, attraverso lo sport e la socialità, è una politica che ha già fallito i suoi obiettivi più nobili.

    Invece di costruire ponti e spazi di crescita per il domani, si preferisce alzare muri e ignorare il presente. Un’occasione persa che il nostro territorio e i nostri ragazzi non meritavano.

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