Mentre in questo avvio di settembre le famiglie fanno i conti con la ripartenza e una pesante stangata d’autunno – stimata dall’ANSA in una crescita media delle spese di 633 euro a nucleo familiare tra energia, trasporti e scuola – e con un carrello della spesa che negli ultimi cinque anni è aumentato del 29,5%, come rilevato dai dati ufficiali, la realtà economica morde i bilanci di tutti i giorni.
A peggiorare il quadro contribuiscono le tensioni geopolitiche internazionali, che tengono il prezzo del gas stabilmente sopra i 70 euro, confermando quanto il nostro Paese sia ancora pericolosamente ostaggio delle fonti fossili. Dall’altra parte del mondo, invece, la storia procede diversamente. Persino in Cina la capacità installata del fotovoltaico ha superato per la prima volta quella del carbone, come certificano i recenti report globali, dimostrando quanto la transizione ecologica rappresenti una delle principali vie industriali del futuro.
Ma in Italia si continua a rinviare il cambiamento, scaricando il peso della crisi sui lavoratori e sulle imprese, mentre eventi climatici estremi – come le devastanti inondazioni in Nepal, con centinaia di vittime e migliaia di dispersi, riportate da tutte le agenzie di stampa – ci sbattono in faccia l’urgenza di cambiare rotta.
Che cosa significa tutto questo calato nella realtà di Muggiò?
La politica locale non può restare a guardare. A fronte di priorità drammatiche come il carovita, fa specie vedere dove l’Amministrazione muggiorese decide di destinare i soldi pubblici. Proprio mentre i cittadini affrontano l’inflazione e la ripresa autunnale, si spendono ben 660 mila euro per realizzare 16 parcheggi per il nuovo spazio dedicato al mercato comunale, sottraendo risorse preziose a interventi più virtuosi. Altro spreco, altro cemento! (Vi rimandiamo all’approfondimento dedicato).
Guardando alle città che scommettono sul futuro, un’altra strada è possibile anche a Muggiò. Il Comune può mettere pannelli fotovoltaici sui tetti di scuole e palestre per ridurre i costi energetici, liberando risorse per il sostegno delle famiglie in difficoltà e dei negozi di vicinato, oppure può agevolarne l’installazione attraverso strumenti di welfare locale. Servono poi piani di depaving, al fine di rimuovere asfalto inutile, fare spazio a suolo drenante e verde, e contrastare le isole di calore.
Si potrebbero prevedere rifugi climatici pubblici per anziani e fasce più fragili. A questo devono affiancarsi campagne di informazione e supporto per affrontare temporali improvvisi e ondate di calore, oltre a un deciso programma di riqualificazione energetica delle case popolari.
I cittadini di Muggiò non possono continuare a pagare il prezzo di una politica miope. I soldi pubblici devono servire a ridurre le disuguaglianze, abbassare i costi e costruire una città più sicura, sostenibile e pronta al futuro. Muggiò può scegliere il virtuosismo energetico!
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